Questo è un blog nato da un libro uscito qualche anno fa dedicato, per l'appunto, al Pop psichedelico. Il libro in questione, seppure piuttosto sostanzioso, aveva delle ovvie lacune date dalla continua opera di ricerca dell'argomento in questione, che porta ad un costante aumento di artisti e band che non possono essere lasciati fuori. Capirete bene che, con queste premesse, decidere a che punto concludere un libro diventa complesso. Ecco quindi l'idea di creare un sito/blog in continuo aggiornamento che spero apprezzerete.

Ma cosa si intende con "Pop psichedelico"?

Ci fu un periodo, durato relativamente poco, in cui la musica pop sembrò spingersi oltre, raggiungendo livelli che poi mai più sarebbero stati eguagliati. Questo accadde nella seconda metà degli anni '60, quando il mondo sembrava inseguire i Beatles, e la musica si colorava di tinte dapprima orientali, poi barocche, vaudeville e poi psichedeliche. Una sorta di “maturazione” in forma canzone. Una maturazione che però non segue il semplice percorso lineare del “diventare adulti”, quanto piuttosto una ricerca interiore ed esteriore che passa per spiritualità e, spesso, porta a galla quella componente infantile, apparentemente innocente nel modo di vedere le cose che è da qualche parte in ognuno di noi. Un concetto alla base del leggendario SMILE dei Beach Boys, probabilmente la più famosa opera perduta della storia del pop (seppur poi “ritrovata”).

In molti parlano della psichedelia, ma in troppi, comprensibilmente, rivolgono la loro attenzione a band che facevano delle jam strumentali lisergiche, ipnotiche, spesso tinte di blues, il loro marchio. Qui invece ho voluto limitarmi a parlare del pop uscito nell'epoca della psichedelia, che ci ha regalato le canzoni più strane, folli e colorate di sempre. Tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, con poche altre eccezioni al di fuori, è immenso il numero di album e canzoni di questo genere che sono state pubblicate in quel breve periodo.

Tutto iniziò idealmente dai Beatles di RUBBER SOUL, un album in un certo senso perfetto, un enorme passo avanti dal precedente HELP! ed un conglomerato di canzoni solide senza veri e propri riempitivi. Ciò spinse Brian Wilson alla realizzazione di PET SOUNDS con i Beach Boys, in una immaginaria partita a ping pong a cui seguì il magnifico REVOLVER dei Beatles. Un'altra importante, se non fondamentale, spinta arrivò anche dal basso, da band garage come i 13th Floor Elevators che portavano nuove sonorità ed introducevano il termine “psichedelia” in ambito musicale. A quel punto sia chi aveva velleità più sperimentali, sia chi invece tentava semplicemente di piazzare un altro singolo in classifica, in tantissimi inserivano da una parte sonorità orientali, dall'altra arrangiamenti orchestrali barocchi e clavicembalo, e dall'altra ancora bizzarri effetti sonori poi definiti psichedelici. Il pop era l'avanguardia di quei tempi, e sembrava raggiungere altezze inimmaginabili, ed infatti una volta raggiunto un brevissimo apice, sul finire del decennio venne in un certo senso soppiantato, sostituito, dal rock. Che sia esso hard rock, progressive rock, folk rock, di fatto il suo arrivo portò molti a prendere le distanze dal pop (seppure in quegli anni il termine  fosse ancora usato per definire tutta la nuova musica), portando altrove ogni qualsivoglia “innovazione” (tale o presunta), e relegando il suddetto  termine alla definizione di “semplice” musica radiofonica. Tutto ciò portò gradualmente all'accezione negativa del termine che si ha oggi, in un impeto di revisionismo storico che dà merito a certa musica di essersi allontanata dal pop e di esser nata in reazione ad esso, pur essendone di fatto legittima figlia. In quel processo la musica sembrò perdere gran parte della componente infantile, divertente e divertita, sostituendola con testi più o meno profondi ed impegnati e virtuosismi strumentali. 

In questo blog ho voluto raccogliere tutta una serie di band, artisti e rispettivi album, alcuni più noti, altri molto meno, che durante quel magico periodo racchiuso a grandi linee tra il 1966 ed il 1969 hanno pubblicato album di pop psichedelico, barocco, sunshine, e via discorrendo. Una sorta di breve epoca perduta ben rappresentata dalla cosiddetta “summer of love” del 1967, in quanto per via della velocità con cui cambiavano tendenze e mode in quegli anni, il tutto sembrò durare appena una stagione. Ho volutamente lasciato fuori grossi nomi della psichedelia più tendenti al mondo del rock o dell'avanguardia, andando piuttosto a fare una panoramica di tutte le correnti del pop di quegli anni: dai primordiali vagiti garage del 1966 che hanno dato il LA ad un intero genere, alle suadenti armonie sunshine pop d'oltreoceano, fino al tanto vituperato bubblegum, che seppur costruito in gran parte a tavolino ha comunque avuto un ruolo fondamentale in quegli anni. 

Ogni band/artista ha una pagina dedicata con foto e video, in cui parlo degli album che più rientrano all'interno del genere trattato, con accenni storici anche al prima e al dopo (se necessario), ed eventuali collegamenti ad altre pagine laddove personaggi importanti necessitino a loro volta di altre pagine dedicate.

Come consultare il blog


Trattandosi di una sorta di "enciclopedia", i modi più semplici per trovare ciò che si cerca sono:
  • utilizzare la barra "cerca" in alto a destra sotto il titolo
  • consultare il lungo elenco di nomi, sempre a destra sotto la barra "cerca"
Ovviamente questi sono metodi utili a chi già sa cosa cercare, ma per coloro che non sanno da dove iniziare, posso consigliar loro di consultare le pagine dedicate ai sotto-generi o correnti principali del Pop psichedelico, all'interno delle quali troverete una spiegazione di che cosa si tratta e quali sono le caratteristiche principali, unite ad un elenco dei principali nomi di artisti e/o band rappresentativi di quella corrente, che vi rimanderà alle loro pagine dedicate in cui approfondire (pagine ancora in allestimento):
  • Sunshine Pop
  • Pop Barocco
  • Garage
  • Bubblegum
  • Novelty
  • Toytown
  • Bosstown Sound
  • Vaudeville / Music Hall
In alcuni casi è difficile porre dei limiti netti, specie quando ci sono album o canzoni che, pur essendo magari folk, hanno elementi psichedelici o barocchi negli arrangiamenti, ma ho provato comunque a mettere un po' di ordine all'anarchia creativa di quegli anni.

Detto questo, la speranza è quella di far scoprire un po' di “nuova” musica a chi apprezza questo genere, o magari a chi è solamente curioso, oltre a fare una sorta di riassunto di un'epoca unica per la musica e non solo. 

A sweet confusion filled my mind
Until I woke up only finding everything was just a dream
A dream unusual of its kind
That gave me peace and blew my mind 
And now I'm hung up on a dream
They spoke with soft persuading words
About a living creed of gentle love
And turned the arm to sounds unheard
And showed me strangest clouded sights above 
Which gently touched my aching mind
And soothed the wanderings of my troubled brain 
Sometimes I think I'll never find
Such purity and peace of mind again” 

Rod Argent – Hung Up On A Dream 

The Zombies – Odessey and Oracle (1968)