• A to Austr (Musics from Holy Ground)
(1969 – Holyground)
Uno degli album più rari e particolari del periodo, sostanzialmente una creazione degli inglesi Brian e Denise Calvert, Chris Coombs e Mike Levon, quest’ultimo artista visuale proprietario dell’etichetta Holyground che pubblicò l’album. Il titolo ed il nome della band pare si riferisca al primo volume di un’enciclopedia di lingua inglese (che include termini da “A” a “Austr”, appunto), e l’album è una raccolta molto eterogenea di brani composti da Calvert, Coombs e Levon, eseguiti da loro e da una lunga serie di musicisti e cantanti aggiunti, si dice parte di una folta comunità hippie. Come anticipato, l’album è molto eterogeneo, con un sound spesso tendente al lo-fi, e brani che spaziano tra certo folk piuttosto disteso (It’s Alright, Essex Queen) e vero e proprio garage (Between The Road), non disdegnando brevi intermezzi di varia natura (dalla barocca D Minor Minuet alla tribale Hawaiian War Chant), puro pop anni ’60 (Judy) e brani particolarmente stralunati ed imprevedibili (Bird, A Curse On You). Il tutto è spesso eseguito in modo piuttosto approssimativo, e rende perfettamente l’idea di una folle comunità hippie particolarmente creativa, con tutti i pregi e difetti del caso. L’album (il cui titolo è riportato diversamente ogni volta che se ne parla, così come la sua data di uscita) è negli anni diventato uno dei più ricercati e rari del periodo, e viene ricordato principalmente per questo aspetto, nonostante al suo interno abbia molteplici parentesi degne di nota, seppur forse stilisticamente un po’ in ritardo.


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