The Electric Prunes


• The Electric Prunes

(Febbraio 1967 – Reprise)

Band fondata a Los Angeles nel 1965, inizialmente con uno stile tra il surf ed il garage rock. Nel 1966 firmarono un contratto con la Reprise, e dopo un paio di singoli vide la luce il loro album d'esordio, registrato in tutta fretta mentre erano in tour per capitalizzare sul successo dei singoli, e composto principalmente da brani scritti da Nancy Mantz e Annette Tucker. L'album si apre con quello che probabilmente fu anche il loro singolo di maggior successo, I Had Too Much To Dream (Last Night), perfetta perla di psichedelia di stampo garage che tanto devono aver ascoltato gli XTC quando scrissero 25 O' Clock nella veste dei Dukes Of Stratosphear. Una pesante chitarra con il tremolo è onnipresente a sporcare il sound, anche in brani più lenti con Onie. Magnifica l'imprevedibile Bangles, così come gli spettacolari esempi di oscuro garage di Get Me To The World On Time, Sold To The Highest Bidder e Are You Loving Me More But Enjoying It Less, oltre all'inaspettata parentesi barocca di The King Is In The Counting House. Nonostante la band volesse contribuire molto di più con le loro composizioni, il produttore Dave Hassinger insistette nell'imporre loro brani di Mantz e Tucker, e al di là della controversia il risultato è un album tra i migliori di fine anni '60, un ascolto obbligato.


• Underground

(Agosto 1967 – Reprise)

Con un minore input del produttore Hassinger, gli Electric Prunes godettero di decisamente maggior libertà nella realizzazione del loro secondo album. Ben nove brani su dodici sono di loro composizione, con uno stile che prosegue la via tracciata dall'esordio, ma in modo più compatto. Questo diede anche più spazio all'anima più folle della band, ben rappresentata da brani come Wind-Up Toys e l'oscura Dr. Do-Good (quest'ultima una delle poche ad opera di Mantz e Tucker). Non mancano toni orientali in I e una bella ballata, Big City, in un album che, nonostante la mancanza di importanti singoli di traino ed il conseguente mancato successo, ha ben poco da invidiare all'esordio, e anzi risulta essere probabilmente la migliore rappresentazione dei veri Electric Prunes. Durante il tour di supporto fu registrato un concerto a Stoccolma, pubblicato poi solamente nel 1997 con il titolo STOCKHOLM '67. 


• Mass In F Minor

(Gennaio 1968 – Reprise)

Visto il mancato successo di UNDERGROUND, su insistenza del loro manager e del loro produttore (la cui società, tra l'altro, possedeva legalmente il nome Electric Prunes), si decise di coinvolgere il compositore di stampo classico David Axelrod e di lavorare ad un concept album di stampo religioso che combinasse psichedelia e canti gregoriani. Vista la difficoltà di esecuzione del materiale scritto da Axelrod, furono chiamati vari turnisti a completare le registrazioni (tra cui i canadesi The Collectors), in quanto i membri della band ebbero non poche difficoltà nell'eseguire le loro parti. L'album è uno dei più strani e particolari dell'epoca, ed il brano di apertura, Kyrie Eleison, diventò un brano di culto nell'underground dell'epoca, trovando poi anche spazio nella colonna sonora del film Easy Rider. La band tentò di suonare l'album dal vivo una sola volta,  al Civic Auditorium di Santa Monica, con esiti sostanzialmente disastrosi. Nonostante ciò, forse per via dell'originalità del progetto, il talento di Axelrod attirò la Capitol, che gli permise di lavorare ad una serie di interessanti ed originali album a suo nome, il cui primo, SONG OF INNOCENCE (interpretazione strumentale delle opere di William Blake), aprirà la via ai successivi con il suo originalissimo stile, una sorta di punto d'incontro tra jazz, rock, pop e chissà cos'altro. Noto per esser stato probabilmente il primo album per cui fu usato il termine “jazz fusion”, sarà anche un'importante fonte di ispirazione per certo hip hop negli anni '90 (in molti campioneranno sezioni di quei brani), soprattutto per via degli ossessivi ritmi di batteria, tra l'altro registrata in modo molto innovativo per i tempi.


• Release Of An Oath

(Novembre 1968 – Reprise)

Sostanziale continuazione del precedente, essendo di nuovo un lavoro a sfondo religioso composto da un Axelrod di ritorno dai suoi progetti solisti, questa volta però degli Electric Prunes è rimasto solamente il nome, in quanto durante la registrazione la band originale si sciolse. L'album fu di conseguenza ultimato grazie al coinvolgimento di alcuni session man, tra cui membri della Wrecking Crew. L'album è ancora più sbilanciato verso toni ecclesiastici, orchestrali, meno “rock” di MASS IN F MINOR. Un altro ascolto interessante frutto di un interessante esperimento, pur non avendo purtroppo più nulla in comune con la band dei primi due album. Un'ulteriore formazione, a quel punto nota come The New and Improved Electric Prunes, pubblicò un album di più semplice rock nel 1969, JUST GOOD OLD ROCK AND ROLL, l'ultimo prima del definitivo scioglimento. Dopo l'inclusione dei loro primi singoli in compilation come NUGGETS, nel 2001 la formazione originale degli Electric Prunes si riformò, pubblicando altri album e ricominciando a fare concerti. 

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