• Playback
(1968 –Verve Forecast)
Nonostante la storia poco chiara, l’album è ugualmente godibile, oltre che piuttosto avanti per i tempi. Tutti i brani sono stati composti dai fratelli Boylan, e tre di essi, I Wonder If Louise Is Home, Don’t Blame It On Your Wife e Barefoot Boy, già erano stati interpretati nel 1967 da Ricky Nelson nel suo album ANOTHER SIDE OF RICK. Doveroso poi citare il fatto che John Lennon, in un’intervista con Penny Nicholls nel 1968, citò PLAYBACK definendolo uno dei suoi album preferiti all’epoca.
La scarsa promozione da parte della Verve e la sua natura piuttosto sperimentale hanno ovviamente decretato il prevedibile flop commerciale di PLAYBACK, che portò alla divisione del duo di fratelli, con Terry che diventerà cantautore per qualche anno e John si dedicherà all’attività di manager per vari artisti, tra cui Linda Ronstadt, a cui nel 1971 propose una giovane band per supportarla nei suoi concerti, che l’anno dopo cambiò nome in Eagles. John produsse anche svariati album, ma uno dei suoi ruoli più famosi fu nel 1976, quando fu incaricato da Tom Scholz di distrarre la Epic (lavorando con il cantante Brad Delp in uno studio di Los Angeles, o spesso facendo finta di farlo) mentre Scholz registrava e produceva l’album d’esordio della sua band nel suo studio personale casalingo (cosa che la Epic gli aveva espressamente vietato); John suggerì anche il nome per questa nuova band: Boston. Visto l’enorme successo dell’album d’sordio dei Boston, John diventò vice-presidente della Epic per un decennio, ruolo da cui poi si ritirò per dedicarsi alla produzione di colonne sonore d’animazione, come i Simpson e i Muppets.

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