• And Then…Along Comes The Association
(Luglio 1966 – Valiant Records)
Band originaria di Los Angeles formata nel 1965 da Terry Kirkman, Russ Giguere, Jim Yester, Jules Alexander, Brian Cole e Ted Bluechel Jr., provenienti da svariate band locali. Dopo qualche mese di prove iniziarono a suonare nei locali di Pasadena, riuscendo di lì a poco a pubblicare il loro primo singolo con la piccola etichetta Jubilee, una cover di Babe I'm Gonna Leave You di Joan Baez, poi resa famosa dai Led Zeppelin successivamente. Il singolo fu ignorato, ma poco dopo la band firmò un contratto con la Valiant Records e pubblicò un'altra cover come singolo, One Too Many Mornings di Bob Dylan. Il loro primo successo arrivò però con un altro pezzo, la vivace Along Comes Mary, scritta da Tandy Almer e ceduta agli Association su richiesta del chitarrista e cantante Jules Gary Alexander. Il brano era caratterizzato anche da un curioso assolo di flauto, e nonostante le controversie intorno all'uso della parola “Mary” nel testo, raggiunse il settimo posto in classifica. L'ovvia conseguenza fu la registrazione di un album, con Curt Boettcher alla produzione (poi nei Sagittarius, nei Millennium e svariati altri progetti). Ciò che uscì fu un magnifico album pop carico di armonie vocali e arrangiamenti complessi, principalmente a causa dell'input di Boettcher. Cherish fu un altro successo, mentre a tratti, specialmente nel secondo lato, l'album si avvicina molto allo stile del contemporaneo PET SOUNDS, come nella ballata Message Of Our Love. Tutti i membri della band si alternano alla voce solista e si uniscono in bellissime armonie, creando uno degli album più belli del sunshine pop. Purtroppo il sodalizio con Boettcher durò poco, e questo è l'unico album realizzato insieme a lui.
• Renaissance
(Novembre 1966 – Valiant Records)
Con Jerry Yester (fratello di Jim Yester, già nel Modern Folk Quartet, poi nei Lovin' Spoonful) a produrre al posto di Curt Boettcher, il secondo album degli Association è caratterizzato da un sound più essenziale e “da band”, con meno interventi orchestrali e sperimentazioni sonore. Lo stile delle composizioni rimane sostanzialmente invariato, ma purtroppo manca il singolo di traino, in quanto l'unico brano estratto, Pandora's Golden Heebie Jeebies, non andò bene quanto i percedenti. Di conseguenza RENAISSANCE è un album un po' trascurato nella discografia di questa band. Non mancano però magnifiche canzoni come la malinconica Memories Of You o la più vivace Looking Glass, con bellissime armonie vocali, per non parlare delle spettacolari performance vocali di Terry Kirkman in All Is Mine e, soprattutto, Angeline. In generale questo è l'album in cui si sente di più la vera natura della band, senza la presenza ingombrante del produttore di turno e session man aggiunti.
• Insight Out
(Giugno 1967 – Warner Bros. Records)
Dopo la pubblicazione di RENAISSANCE avvengono due cambiamenti importanti negli Association: innanzitutto la Valiant Records viene assorbita dalla Warner, di fatto portando anche la band all'interno di essa, e poi Jules Gary Alexander abbandona la band per andare a studiare meditazione in India, portando all'aggiunta in formazione di Larry Ramos al suo posto. Con Bones Howe alla produzione, già con i Turtles e Mamas & The Papas, si tentò di portare gli Association verso un sound più commerciale, anche e soprattutto puntando sull'aggiunta di altri musicisti dalla Wrecking Crew e l'aiuto di compositori esterni, in totale contrasto con il precedente RENAISSANCE. Di fatto l'esperimento riuscì, e brani come la ballata Never My Love e la vivace Windy furono tra i brani più trasmessi in radio a fine anni '60, raggiungendo un enorme successo. In generale l'album ha un sound piuttosto variegato, con arrangiamenti più complessi rispetto a RENAISSANCE, ed è pieno di episodi memorabili, come la barocca On A Quiet Night e, soprattutto l'ambiziosa Requiem for the Masses. Quest'ultima, con cori in latino ed un generale andamento marziale, racconta la storia di un matador lasciato a morire da solo nell'arena, lontano da casa, come metafora della guerra in Vietnam. INSIGHT OUT è certamente un album figlio delle tendenze musicali di quel periodo, e sotto quest'ottica rimane uno dei classici più riusciti del genere.
• Birthday
(Marzo 1968 – Warner Bros. Records)
Diretto discendente da INSIGHT OUT, realizzato con simili metodi e con gli stessi collaboratori coinvolti. Il risultato è un album che sembra allontanarsi in parte dalla psichedelia, lasciando spazio ad una serie di semplici brani dai toni sinfonici senza troppe stranezze di contorno. Non ci sono singoli di successo come nell'album precedente, ma non mancano brani memorabili come la pacata Rose Petal, Incense and a Kitten, o Toymaker, che sembra uscire da certe cose di quel periodo dei Beach Boys, o la magnificamente melodica Barefoot Gentleman. La palma di episodio più particolare va sicuramente a The Bus Song, che dopo un inizio a marcetta sfuma e si trasforma in uno spettacolare barbershop quartet splendidamente eseguito, per poi riprendere la canzone com'era iniziata. Un altro magnifico album che non ha nulla da invidiare ai precedenti, e l'ultima volta in cui gli Association entrarono nella top 40. Curiosamente, durante le session di BIRTHDAY, su commissione del produttore Howes, Jimmy Webb propose agli Association di registrare il suo allora nuovo brano McArthur Park, ma la band rifiutò, ed il brano divenne celebre nella versione cantata da Richar Harris. Sui motivi del rifiuto girano diverse versioni della storia, tra cui una secondo cui Webb propose il brano come parte di una cantata da ventiquattro minuti, e comprensibilmente la band rifiutò di sacrificare una manciata di loro brani per far spazio a quello; versione, pare, poi smentita da Webb stesso.
• Goodbye, Columbus [Soundtrack]
(Marzo 1969 – Warner Bros. Records)
Un curioso episodio di contorno nella discografia degli Association, si tratta di una colonna sonora della commedia romantica Goodbye, Columbus. In realtà solamente quattro canzoni sono ad opera della band, mentre gran parte dell'album è composto da brani strumentali composti da Charles Fox. Da segnalare però la title track, uno dei pezzi più belli partoriti da questa band, e la conclusiva So Kind To Me (Brenda's Theme), dai toni r&b con uno spettacolare finale corale con molteplici parti incrociate fra loro.
• The Association
(Agosto 1969 – Warner Bros. Records)
Nonostante si stia ormai uscendo dall'epoca d'oro degli Association, la band riesce ancora a sfornare un piccolo capolavoro, seppur non raggiungendo il successo degli anni precedenti. Complice anche il rientro di Jules Alexander che estende la formazione a sei componenti, l'album in questione è certamente il più vario da loro pubblicato, aggiungendo al loro consueto sound episodi folk-country e realizzando uno dei più riusciti e maturi lavori della loro carriera. The Nest, Under Branches, Love Affair sono tra le ballate migliori in assoluto degli Association, che si lasciano anche andare in episodi divertenti come Broccoli, per poi arrivare alla conclusiva Boy In The Mountain, culmine indiscutibile della loro carriera e piccolo capolavoro che va riscoperto. Seguirà un ottimo album live riassuntivo ed un paio di altri album nei primi anni '70, ma la fase più interessante e florida degli Association si chiude con il finire degli anni '60.






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