The Bards


• Resurrect the Moses Lake Recordings

(Marzo 2002 – Gear Fab)

Band formatasi a Moses Lake, Washington nei primi anni ’60, ha pubblicato i suoi primi singoli nel 1966, dove già si notava il precario equilibrio tra le tendenze pop tipiche del periodo e le sonorità più garage, spesso relegato al lato b. Grazie a questi singoli (in particolare Never Too Much Love) e ad una lunga serie di concerti, anche in apertura a nomi importanti, la band arrivò a sfiorare il successo, non solo locale, e la chance per la registrazione del loro primo album arriva quando, nel 1968, la band va a Los Angeles in cerca di fortuna ed incontra il produttore Curt Boettcher per caso in un ascensore; Boettcher, forse attirato dal loro modo di fare piuttosto umile per via delle loro origini, lontano da Hollywood, decide di produrre le loro canzoni insieme al suo collaboratore dell’epoca Keith Olsen. Nonostante l’interesse mostrato dai due produttori, l’album non vide la luce all’epoca, e solo nel 2002 è stato finalmente pubblicato. Si tratta di un lavoro piuttosto ambizioso che tratta temi biblici, e la quasi interezza del secondo lato è occupata da una suite intitolata The Creation, suddivisa in sette movimenti. Anche qui convivono tendenze pop (Rainy Days I Had With You) e armonie vocali con brani dalla natura più garage (la cangiante Laredo), con sporadiche parentesi particolarmente folli e sperimentali (Oobleck) ed in generale il sound si può quasi definire al limite del lo-fi. La mano dei due produttori non si sente molto, forse in quanto i brani erano in parte già registrati prima ancora del loro intervento, anche se qua e là, specie nella sezione di The Creation intitolata Green, Green Grass, non si può non pensare a certe cose dei Millennium. 

Tensioni interne portarono la band  allo scioglimento nel 1969.

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