Band fondata nel 1964 a Los Angeles dal trio Jim McGuinn, Gene Clark e David Crosby, con l'aggiunta di poco successiva di Michael Clarke e Chris Hillman, inizialmente con un stile tra il folk e l'influenza portata dalla british invasion. Il loro primo grande successo fu la cover di Mr. Tambourine Man di Bob Dylan nel 1965, brano che diede una forte spinta al nascente sottogenere del folk-rock. Dopo un primo, omonimo album arrivò il successo di Turn! Turn! Turn!, brano di Pete Seeger che diede il titolo al loro secondo album, sempre nel 1965. Alla fine di quell'anno ci fu una importante svolta stilistica per la band, quando registrò il brano Eight Miles High, pesantemente ispirato dalla musica indiana, uno dei primi esempi del genere insieme a Norwegian Wood dei Beatles e a certe cose degli Yardbirds e di Donovan. Il brano in questione uscì come singolo e trovò posto anche nell'album successivo dei Byrds, FIFTH DIMENSION, che fu anche il primo pubblicato dopo l'abbandono di Gene Clark a causa dell'eccessivo stress. Essendo Clark il principale compositore fino a quel momento, nonostante i tentativi dei membri rimanenti, l'album finì per raccogliere quattro cover al suo interno. Il resto dell'album mostra ancora le radici folk rock, ma iniziano a farsi largo tendenze più ambiziose, come l'apertura con 5D (Fifth Dimension), che se nelle intenzioni dovrebbe parlare della teoria della relatività di Einstein, secondo alcuni è un esplicito riferimento ad un trip da LSD. Interessante anche 2-4-2 Fox Trot (The Lear Jet Song), dove si cerca di riprodurre a livello sonoro il decollo di un aereo. Le altre cover, come quella del classico Hey Joe, sono piacevoli, ma nulla di particolarmente miracoloso. L'album fu accolto in modo tiepido dalla critica, ma a posteriori è stato ampiamente rivalutato, diventando uno dei simboli della nascente psichedelia americana.
• Younger Than Yesterday
(Febbraio 1967 – Columbia)
Dopo il relativo fallimento commerciale di FIFTH DIMENSION, i Byrds decisero di rivolgersi a Gary Usher per la produzione del successore, che stilisticamente continua e affina la via intrapresa dal precedente. Sempre a causa dell'abbandono di Clarke, chi si fece notare in modo particolare in questo periodo fu il bassista Chris Hillman, che compose ben quattro canzoni più una insieme a McGuinn, So You Want To Be a Rock 'N' Roll Star, acida critica allo stato della musica pop mainstream ai tempi, specialmente dopo la nascita dei Monkees. Altrove i brani di Hillman vanno dal folk-rock (la quasi beatlesiana Time Between) al trionfo di psichedelia di Thoughts And Words, con tanto di assolo di chitarra al contrario. Particolarmente interessante C.T.A. - 102, brano di stampo sci-fi con al suo interno varie sperimentazioni sonore come interventi di un oscillatore elettronico ed una voce modificata ad imitare quella di un alieno. Contemporaneamente anche David Crosby si conquista spazio come compositore, con uno stile più complesso e oscuro rispetto ai compagni di band, come evidenziato da Everybody's Been Burned e Mind Gardens, tra le parentesi più lisergiche dell'album. Trova anche spazio un'altra cover di Dylan, My Back Pages (con Van Dyke Parks all'organo), dal cui testo è tratto il titolo dell'album (“I was so much older then, I'm younger than that now”). Nonostante il parere generalmente positivo della critica, l'album continuò la fase discendente in termini di vendite per i Byrds.
• The Notorious Byrd Brothers
(Gennaio 1968 – Columbia)
Con l'abbandono di altri due membri durante le registrazioni (Michael Clarke e David Crosby), il momentaneo ritorno in formazione di Gene Clark (il quale abbandonò di nuovo poco dopo) e Gary Usher ancora alla produzione, i Byrds a questo punto pubblicano uno dei loro lavori più riusciti.
Qui i tre membri rimanenti (con anche Crosby, Clarke e Clark presenti qua e là) raggiungono un mirabile equilibrio come compositori, in brani che combinano le già note influenze della band portandole “oltre” grazie all'uso di nuovissime tecniche di produzione. Oltre a ciò la band decide di basare i testi sui più disparati argomenti, dall'uso di droghe (Artificial Energy) alla guerra in Vietnam (Draft Morning), dai gathering hippie (Tribal Gathering), ad una sorta di “carpe diem” (Change Is Now). In mezzo a ciò ci sono brani come Natural Harmony, che fa largo uso di trovate sonore come il phasing sulle voci e l'allora innovativo sintetizzatore modulare Moog, o altri come Get To You, che non si fa problemi ad usare un inconsueto tempo 5/4 a corredo di uno stile altrimenti tradizionalmente folk. C'è poi anche Space Odissey, altro ambizioso brano capolavoro di produzione. Un album unanimamente celebrato, innovativo e leggendario, ma difficile da riprodurre dal vivo, nonostante l'aggiunta di nuovi membri in formazione (Gram Parsons e Kevin Kelley). Non per nulla il successivo SWEETHEART OF THE RODEO sancirà la fine del periodo psichedelico e la definitiva svolta verso il country rock.
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