• Another Day Another Lifetime
(1968 – VMC)
Band di Los Angeles fondata nel 1965 da Warren Hansen, Mark Bird, Mike Butte, Chuck Spieth e Tim Harrison, dapprima con il nome di The Reasons, poi, nel 1966, dopo l’incontro con il manager Steven Vail, cambiarono il nome in The David. Vail li aiutò a firmare un contratto con la 20th Century Fox, con cui la band pubblicò una manciata di singoli tra il 1966 e il 1967, salvo poi allontanarsi dall’etichetta e firmare con la VMC, fondata da Vail stesso, con cui pubblicarono il loro primo, ed unico, album. L’album, uscito ad inizio 1968, è interamente composto da Warren Hanson, cantante e tastierista della band, ed è caratterizzato da uno stile tendenzialmente garage, con, però, l’aggiunta di arrangiamenti orchestrali ad opera di Gene Page. Un perfetto esempio è il lungo brano di apertura, Another Day, Another Lifetime / I Would Like to Know, con un riff introduttivo che combina sitar e oboe, per poi proseguire sui suddetti toni garage con pesanti orchestrazioni di archi e fiati, mentre la seconda metà del brano vira verso sonorità più orientali, spezzate da epici interventi di ottoni. Il resto dei brani combina molto bene il sound garage con una ottima sensibilità pop nelle melodie, spesso abbellite da interventi orchestrali, come nella bella Tell Me More, mentre l’orchestra prende il sopravvento in Now to You, soprattutto nell’introduzione barocca. Protagonista del sound della band è anche l’organo Farfisa suonato da Hanson, che dona toni più psichedelici in brani come Time M.
In generale l’album è un caso unico nel suo genere, soprattutto in come combina tutte queste differenti sonorità ed ispirazioni in brani ben scritti e mai forzati, che mantengono l’istintività tipica del garage senza, tuttavia, fermarsi lì. Nonostante la sua brevità, è uno degli album più interessanti e riusciti dell’epoca. Ai tempi dell’uscita dell’album i The David furono molto impegnati nella promozione, anche tramite apparizioni in eventi di discreta importanza, ma purtroppo ciò non bastò ad evitare il flop commerciale, che portò la band allo scioglimento.
Nessun commento:
Posta un commento