The Joseph Consortium

 


• Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat

(Gennaio 1969 – Decca)

Dietro al nome The Joseph Consortium si nasconde il duo formato da Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, rispetttivamente compositore e paroliere, entrambi celebri per i loro molteplici lavori realizzati principalmente nell’ambito dei musical nei decenni successivi. Il loro primo lavoro insieme risale al 1965 e si intitola THE LIKES OF US, ma per poterne vedere una sua messa in scena bisognerà attendere il 2005; nel 1968 il duo scrisse una “pop cantata” di quindici minuti da presentare al saggio di primavera della Colet Court School di Londra l’1 Marzo, chiamata JOSEPH AND THE AMAZING TECHNICOLOUR DREAMCOAT, una commedia musicale basata sul libro Giuseppe e i suoi fratelli della Genesi della Bibbia. Il padre di Webber organizzò un secondo spettacolo alla Westminster Central Hall a Maggio, occasione in cui l’opera venne ampliata a 20 minuti di durata, a cui seguì un terzo spettacolo alla St. Paul’s Cathedral a Novembre, dove l’opera superò la mezz’ora di durata. La Decca registrò quest’ultima performance e la pubblicò all’inizio dell’anno successivo. 

In questa versione troviamo David Daltrey nel ruolo di Joseph e lo steso Tim Rice nel ruolo del faraone, oltre ad altri cantanti e il coro della Colet Court School. Musicalmente è un lavoro pienamente immerso nelle tendenze dei tempi, mostrando, ovviamente, una forte tendenza teatrale, mantenendo però uno stile a grandi linee pop, tra il barocco e la psichedelia, con melodie quasi “barrettiane” in brani come Jacob’s Coat, o cose non lontane dai Kinks come Potiphar, fino a drammatici crescendo orchestrali e corali come Who’s The Thief o la celebrativa Joseph All The Time. 

L’opera verrà via via messa in scena innumerevoli volte fino ad oggi, e già poco dopo la sua realizzazione il duo si mise all’opera in quello che diventerà poi uno dei loro lavori più celebrati: JESUS CHRIST SUPERSTAR, il cui successo portò anche JOSEPH ad una maggiore diffusione nel corso degli anni ’70, arrivando anche ad una sua rappresentazione a Broadway. 

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