• The Baroques
(1967 – Chess Records)
In quel periodo attirarono l'attenzione della Chess Records, che nonostante si dedicasse principalmente all'r&b, vide in loro un'opportunità per inserirsi nel nascente mercato psichedelico. A Giugno nel 1967 uscì il loro primo singolo, Mary Jane, canzone contro la droga comunque bandita dalle radio in quanto interpretata all'opposto; questa controversia suscitò interesse intorno alla band, che di lì a poco registrò il suo primo, omonimo album.
THE BAROQUES mostra un bel mix di garage, psichedelia e occasionali arrangiamenti barocchi, il tutto mantenendo una produzione al limite del lo-fi. Il tono basso della voce di Hutchinson caratterizza tutti i brani in modo particolare ed inusuale, e mentre la già citata Mary Jane si prende gran parte dell'attenzione, non sono da meno brani come Rose Colored Glasses, la più pacata e barocca Seasons, la più folle Bicycle, con un bel piano elettrico in primo piano.
Ovviamente, essendo la Chess Records non molto avvezza alla distribuzione in ambito pop/rock, e non certo nota in quegli ambiti, l'album non ottenne grandi risultati in termini di fama, limitandosi ad un relativo successo locale. La band continuò a fare concerti su concerti, e mentre la Chess li scaricò poco dopo l'uscita dell'album, tentarono comunque di registrare un seguito autofinanziato nel 1968, di cui un singolo vide la luce senza alcun riscontro. I Baroques si sciolsero verso la fine del 1968.
Nel 1995 l'etichetta Distortion pubblicò una compilation, intitolata PURPLE DAY, contenente il primo album e tutte le altre tracce registrate successivamente, e di fatto rimante tutt'oggi il modo migliore per ascoltare questa band.


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