Faine Jade


• Introspection: A Faine Jade Recital

(1968 – RSVP)

Chitarrista di Long Island attivo dalla metà degli anni ’60, dapprima come membro dei Rustics, gruppo garage come molti altri dell’epoca, con cui pubblicò un singolo, mentre nel 1967 esordì come solista con il singolo It Ain’t True con l’etichetta RSVP, e poco dopo iniziò a lavorare al suo album d’esordio. 

Uscito nel 1968, INTROSPECTION: A FAINE JADE RECITAL mostra un enorme salto avanti dagli esordi garage, allineandosi alle tendenze psichedeliche del periodo ed ispirandosi, tra le altre cose, allo stile di personaggi come Syd Barrett, con ui è impossibile evitare confronti sia per lo stile compositivo che per il modo di cantare. Poi, in generale, si sente molto l’influenza del pop psichedelico inglese fin dalla prima Dr. Paul’s Overture, e il suono dell’album, più “sporco” di molte uscite contemporanee d’oltreoceano, si avvicina di più a certe cose dei Tomorrow o dei Pretty Things (allo stile di questi ultimi si avvicina molto People Games Play). Risalta senza dubbio la title track, Introspection, anni dopo coverizzata dagli MGMT, o la sonnolenta On The Inside There’s A Middle, che sembra uscire dagli anni ’90 tanto suona moderna, ed il tutto si conclude con Grand Finale, un collage sonoro che da all’album un tono più sperimentale.  Non ci sono pezzi deboli all’interno di quest’album, che si mantiene sempre su buoni, quando non ottimi, livelli d’ispirazione e, negli anni, diventerà uno dei più ricercati oggetti da collezione dell’epoca psichedelica, in quanto il prevedibile flop commerciale alla sua uscita ha fatto sì che le copie originali dell’album diventassero alquanto rare. Dopo l’uscita di questo album Jade registrò ancora un album country con i Dustblow Clementine nel 1970, per poi ritirarsi dal mondo della musica. 

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