H. P. Lovecraft


• H. P. Lovecraft

(Ottobre 1967 – Phillips)

Band originaria di Chicago fondata nel 1967 dal cantante folk George Edwards e dal musicista di formazione classica Dave Edwards. Il nome della band, preso dal nome del famoso scrittore horror, ben rispecchia anche l'immaginario ed il sound dei loro brani, spesso tra l'oscuro ed il macabro. Dopo il singolo d'esordio Any Way That You Want Me, la band pubblica il suo primo, omonimo album. In gran parte è composto da reinterpretazioni di brani folk contemporanei, con giusto un paio di nuove composizioni. L'album combina svariate influenze, mescolando il folk con armonie vocali originali e complesse, il tutto culminante in The White Ship, ispirato all'omonimo racconto di Lovecraft, che è anche il brano più lungo dell'album, dall'andamento marziale e misterioso. Non manca il vaudeville di The Time Machine, oltre alla stranezza di Gloria Patria, conclusione dell'album con cori gregoriani. Uno dei lavori più unici ed interessanti di quegli anni.

• H. P. Lovecraft II

(Settembre 1968 – Phillips)

Con un sound che prosegue da dove si era fermato l'esordio, giusto con tinte un pelo più psichedeliche, il secondo album di questa band è anche il loro lavoro più maturo. Molte meno cover, arrangiamenti ancora più strambi, e un altro racconto di Lovecraft trasformato in canzone, At The Mountain Of Madness, con un risultato ancora più oscuro ed inquietante: un piccolo capolavoro. Si dice che l'album in questione sia stato il primo sotto una major ad essere stato registrato sotto l'effetto dell'LSD, e seppur probabilmente si tratti solo di dicerie, non è una cosa difficile da credere ascoltando il risultato, specie in pezzi come Electrallentando. Nonostante l'affettuoso seguito ed il rispetto guadagnatisi nell'underground, la band si sciolse nel 1969, lasciando Edwards a proseguire con il solo nome Lovecraft per ancora un paio di trascurabili album. Nel 1991 uscirà LIVE MAY 11, 1968, interessante registrazione di ottima qualità effettuata al Fillmore di San Francisco, dove si può apprezzare la faccia più selvaggia della band, alle prese con materiale sia del primo che dell'allora ancora inedito secondo album. 

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