• The Love Cycle
(1969 – Advance)
Tutti i brani sono composti da John M. Hudson, autoprodotti da lui e la band e registrati in 19 ore nell’estate del 1968 in un piccolo studio, lo Studio Sound, situato sotto un negozio di dischi.
Sedici brevi canzoni tra il pop barocco e il rock psichedelico compongono un album caratterizzato da un sound pesantemente lo-fi, interamente in mono, e se da un lato ciò può sembrare penalizzante, in realtà, da un certo punto di vista, aggiunge fascino alla resa generale.
I brani migliori sono probabilmente quelli più spudoratamente pop della prima parte dell’album, come l’euforica Silly Sunshine e soprattutto Bits Of Your Life, Bits Of My Life, mentre si fanno notare anche la corale For A Very Special Person e Mary (The Painter). Altrove la band tenta di sfoderare sonorità un po’ più pesanti, come in The Dreamer Flies Back, interamente ricoperta da un ingombrante effetto phaser, o in Better Things Are Bound To Come. L’album si conclude con la quasi epica My Friend, preceduta dalla barocca Letter From Her.
THE LOVE CYCLE fu ai tempi realizzato in una edizione limitata di solamente 99 copie per mancanza di fondi da parte della band (che si sciolse poco dopo), e di conseguenza negli anni è diventato un album molto raro e costoso. Solo sul finire degli anni ’80 questo album venne riscoperto dagli appassionati del genere e rivalutato, soprattutto in quanto uno dei primi album pop definibili lo-fi (esempi precedenti si sono visti solamente negli USA, come nel caso di SAVE FOR A RAINY DAY di Jan & Dean o certe cose dei Beach Boys successive al perdiodo di SMILE), e di conseguenza ripubblicato.


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