• Feelin' Groovy
(Aprile 1967 – Warner Bros.)
Nati a Santa Cruz, California, con il nome di Tikis e discretamente famosi tra il 1965 ed il 1966 con un repertorio di chiaro stampo beatlesiano, con quel nome pubblicarono un paio di singoli (notevole il loro brano Bye, Bye, Bye, poi ripreso in THE SECRET LIFE OF HARPERS BIZARRE), ma la svolta avvenne nel 1967. Il produttore Lenny Waronker aveva ottenuto i diritti per registrare 59th Street Bridge Song (Feelin' Groovy) di Paul Simon (dei Simon & Garfunkel), e determinato a renderla una hit la affidò ai Tikis, realizzandone un arrangiamento complesso e carico di armonie vocali alla Beach Boys. A quel punto la band cambiò nome in Harpers Bizarre (ispirandosi al giornale Harper's Bazaar) per non confondere i fan dei Tikis, ed il brano uscì come singolo, riscuotendo un enorme successo.
Sulla scia del singolo la band andò quindi a registrare il suo primo album, intitolato FEELIN' GROOVY e composto da cover riarrangiate in modo analogo al singolo apripista, costantemente in bilico tra il sunshine pop e toni più barocchi. Si va da Come To The Sunshine di Van Dyke Parks a molteplici brani di Randy Newman, compreso il classico Simon Smith and The Amazing Dancing Bear, tutte caratterizzate da una solarità ed un'euforia che rendono l'album un ascolto irresistibile e unico nel suo genere, quasi senza tempo.
• Anything Goes
( Dicembre 1967 – Warner Bros.)
Nonostante qualunque altro singolo dopo Feelin' Groovy non raggiunse gli stessi livelli di fama, la band continuò il suo percorso con il produttore Lenny Waronker, pubblicando un secondo album a meno di un anno dall'esordio. Il risultato è un lavoro più eclettico, certamente più influenzato dalle “stranezze” della psichedelia di quei tempi, con intermezzi extra-musicali presenti fin dall'introduzione che sembra uscire da una vecchia radio. Il singolo estratto, Chattanooga Choo Choo venne in gran parte ignorato, ma in compenso la title track, cover del classico anni '30 di Cole Porter, troverà spazio nei trailer del film “The Boys In The Band” di William Friedkin nel 1970. Un album certamente più eclettico dell'esordio, con più generi e sonorità utilizzate, mantenendo il loro marchio sunshine pop ma passando anche per il country, il vaudeville, ed innumerevoli altri stili. Probabilmente il loro album più riuscito ed interessante, oltre che il primo a contenere isolati episodi di composizione da parte dei membri della band.
• The Secret Life of Harpers Bizarre
(Settembre 1968 – Warner Bros.)
Un album in un certo senso più “normale” se confrontato con il precedente ANYTHING GOES, con più spazio a nuove composizioni. Gli arrangiamenti continuano ad essere variegati e colorati, con però meno stranezze ed effetti sonori di contorno, finendo per essere un lavoro grazioso e vellutato, pieno di bellissime canzoni intervallate da brevi passaggi introduttivi, come a creare una sorta di “trait d'union” tra tutti i brani. Notevole l'arrangiamento orchestrale di I'll Build A Stairway to Paradise di Gershwin, così come quello di Me, Japanese Boy di Bacharach. Ritroviamo poi la già citata Bye, Bye, Bye dei tempi dei Tikis, qui in medley con Vine Street di Newman, una bella cover accelerata di Funny How Love Can Be degli inglesi Ivy League, ed il bellissimo brano The Drifter, ad opera di Roger Nichols e Paul Williams. Forse non il loro lavoro più interessante o sperimentale, ma probabilmente il più genuinamente piacevole all'ascolto.
• Harpers Bizarre 4
(1969 – Warner Bros.)
Ultimo album degli Harpers Bizarre, se si esclude la parziale reunion del 1976, da cui uscirà AS TIME GOES BY. Il successo di Feelin' Groovy è ormai un lontano ricordo, e contrasti tra il produttore Waronker e parte della band si fanno sempre più acuti. Qui più che mai la band si prende largo spazio componendo gran parte dei brani, e dedicandosi solamente ad una manciata di cover, per di più piuttosto note e contemporanee, come Blackbird dei Beatles e Leaving On a Jet Plane di John Denver. Si tratta dell'album più pacato e riflessivo degli Harpers Bizarre, ed è un peccato che la bella cover di Poly High di Harry Nilsson sarà presente solamente come bonus nella riedizione CD del 2001 da parte della Sundazed, in quanto all'epoca scartata. Purtroppo le tensioni interne tra band e produttore portarono di lì a poco gli Harpers Bizarre allo scioglimento.


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