Herman's Hermits


• There's a Kind of Hush All Over the World

(Marzo 1967 – MGM)

Band formata nel 1964 a Manchester dal cantante Peter Noon, i chitarristi Derek Leckenby e Keith Hopwood, il bassista Karl Green ed il batterista Berry Whitwam, si tratta di uno dei gruppi di punta della cosiddetta british invasion. Nel 1965 fecero un accordo con il produttore Mickie Most, che permise loro di firmare con la Columbia per il mercato inglese e la MGM per il mercato americano. Il nome della band derivò dal commento di un oste rivolto a Noon (allora appena sedicenne e con esperienze da attore in Coronation Street), secondo lui somigliante a Sherman del cartone animato Rocky e Bullwinkle. Sherman fu accorciato in Herman, e dapprima utilizzato come Herman and his Hermits, poi Herman's Hermits. Spesso aiutati da vari session man nella registrazione di brani a loro volta spesso composti da altri, ebbero la loro prima importante hit nel 1965, con I'm Into Something Good, scritta dal duo Goffin/King. Dopo svariati altri singoli sempre nella top 40, quattro album di cui una colonna sonora del film Hold On! nel 1966 (questo in America, perché in UK fino a quel punto erano usciti solamente due album), nonostante il sound degli Hermits rimase sempre prevalentemente beat e molto radiofonico, arrivati al 1967 era impossibile non essere almeno un minimo influenzati dagli importanti cambiamenti nel mondo del pop. Ed infatti THERE'S A KIND OF HUSH ALL OVER THE WORLD, a partire dalla celeberrima title track (composta da Geoff Stephens e Les Reed per la New Vaudeville Band e coverizzata dagli Herman's Hermits poco dopo portandola al successo), fino alle cover di Dandy dei Kinks e Saturday's Child dei primi Monkees, si conferma un lavoro decisamente più solido ed interessante dei pur piacevoli precedenti. Bellissima la loro versione dell'oscuro vecchio brano Jezebel, così come l'altro grande successo No Milk Today (scritto da Graham Gouldman), o l'orchestrale conclusione con East West. Un album ancora radicato nello stile classico dei primi anni, ma con quel qualcosa in più.


• Blaze

(Ottobre 1967 – MGM)

Decisamente più immerso nei tempi, per qualche motivo BLAZE uscì solamente negli USA. Probabilmente il miglior album degli Hermits dal punto di vista artistico, è anche quello in cui più si notano le “stranezze” compositive e di arrangiamenti tipiche dei tempi, finora poco evidenti nei loro album. Fin dalla folkeggiante ed oscura Museum di Donovan, seguita dalla bellissima Upstairs Downstairs, fino alla più psichedelica Mr. Moonshine Man, apertamente ispirata a Taxman dei Beatles. Si nota quasi una sorta di tentativo di affermazione artistica da parte della band, in tempi in cui ciò iniziava ad essere di fondamentale importanza per la loro credibilità. Ciò si nota particolarmente nella più dura Ace, King, Queen, Jack piazzata in chiusura, con chitarra col tremolo in primo piano come era uso in quei tempi, oltre ad una divertente parte parlata sul finale. 

Interessante citare il singolo di quell'epoca Something's Happening (inserita tra i bonus della versione CD), raro caso di brano originariamente italiano (Luglio di Riccardo Del Turco) poi tradotto in inglese, in tempi in cui era decisamente più diffuso il processo opposto. 

BLAZE fu accolto bene dalla critica, ma fu un fallimento commerciale. Seguì nel 1968 MRS. BROWN, YOU'VE GOT A LOVELY DAUGHTER, colonna sonora dell'omonimo film composta in gran parte da brani già pubblicati precedentemente. Noon lasciò la band nel 1971, che continuò senza di lui come The Hermits registrando una manciata di singoli senza alcun successo. Seguirono poi svariate reunion con formazioni diverse, fino alla attuale, in cui l'unico membro originale rimasto è il batterista Barry Whitwam. 

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