John Carter è una delle figure più importanti del pop inglese anni '60 e '70, principalmente come compositore, ma anche come cantante. Chiunque ha sicuramente ascoltato qualche canzone in cui Carter è coinvolto in qualche modo, tuttavia si tratta sempre di brani usciti sotto altri nomi, che siano band o pseudonimi, per motivi che vedremo più avanti.
Carter, vero nome John Nicholas Shakespeare, nato a Birmingham nel 1940, iniziò a comporre musica fin da adolescente, insieme al suo compagno di scuola Ken Lewis (vero nome Kenneth Alan James Hawker, anche lui nato a Birmingham nel 1940), e ben presto tentarono la fortuna a Denmark Street, Londra, dove tra le tante porte chiuse in faccia conobbero Terry Kennedy, che si dimostrò interessato e diventò loro manager.
Carter-Lewis and The Southeners
Già nel 1961 il duo pubblicò il suo primo singolo, Back On The Scene, a nome Carter-Lewis and the Southeners (da Southern Music, i loro editori ai tempi), che di fatto consisteva in loro due come cantanti e vari session man come musicisti, che cambiavano spesso (tra i nomi più noti si possono citare Jimmy Page, Albert Lee, Big Jim Sullivan e Clem Cattini). Tra il 1961 ed il 1964 ottennero un discreto successo grazie a singoli come Your Momma's Out Of Town, mentre in parallelo partecipavano a svariati programmi radio per la BBC (tra cui Pop Goes The Beatles nel 1963 come ospiti, appunto, dei Beatles), L'obbligatoria attività di promozione fatta principalmente di concerti non attirava il duo, specialmente Carter, che non amava suonare dal vivo e viaggiare continuamente, e appena capirono che a livello economico potevano cavarsela meglio scrivendo canzoni per altri, abbandonarono definitivamente i Southeners.
Nel 1964 il duo continuò a partecipare a molte session, sia come compositori che come cantanti, (di quel periodo sono canzoni come Is It True? di Brenda Lee, Can't You Hear My Heartbeat degli Herman's Hermits e anche Little Bit O' Soul, inizialmente interpretata dagli inglesi Little Darlings, poi coverizzata nel 1967 dai Music Explosion, i quali diedero idealmente il via al genere bubblegum, per maggiori informazioni vi rimando a questo articolo), ma proprio in quel periodo furono in molti a consigliar loro di implementare un terzo membro, in quanto le armonie a tre parti erano molto richieste, e avrebbero di conseguenza avuto ancora più lavoro. Fu così che entrò in scena Perry Ford, un cantante e pianista un po' più vecchio di loro, nato nel 1933 a Lincoln e già nel giro di Denmark Street dagli anni '50. Il risultante trio ebbe da subito molte offerte di lavoro come coristi, tra cui i singoli I Can't Explain e Anyway Anyhow Anywhere degli Who e It's Not Unusual di Tom Jones, ed il risultato fu così soddisfacente che di lì a poco decisero di provare a registrare qualche loro canzone.
Il trio, proprio in quel periodo, iniziò anche ad incidere canzoni proprie, composte dal duo Carter-Lewis, decretando così la nascita degli Ivy League.
La collaborazione con Geoff Stephens
Una volta uscito dagli Ivy League, Carter rimase temporaneamente orfano del suo collaboratore Lewis (che abbandonò a sua volta la band riunendosi a Carter, ma solamente sei mesi dopo), e così iniziò a comporre brani con Geoff Stephens. Stephens era a sua volta un compositore affermato fin dai primi anni '60, con all'attivo hit come The Crying Game di Dave Berry, oltre ad aver coprodotto il primo singolo di Donovan. Tra le prime cose composte dal duo Carter-Stephens ci fu My World Fell Down per gli Ivy League (Carter continuò per un periodo a dar loro brani da interpretare pur avendo abbandonato il gruppo), uscita ad Ottobre 1966, il cui mancato successo fu l'ultima goccia per Carter, che da quel punto in poi smise anche di comporre per la sua ex-band (i Sagittarius ne fecero la versione definitiva e più di successo l'anno dopo).
Tra i molteplici brani composti da questo nuovo duo (molti interpretati da Carter stesso, spesso rimasti in versione demo, altri furono successi per altri artisti, come Semi-Detached, Suburban Mr. James di Manfred Mann e Knock Knock Who's There di Mary Hopkin), alcuni finirono dritti nel progetto di Stephens dell'epoca, la New Vaudeville Band.
Il più celebre fu senza dubbio Winchester Cathedral, che, seppur composto interamente da Stephens, vanta la presenza di Carter alla voce (pare che la sua performance nel demo sia stata così irreplicabile da richiedere la sua presenza anche nella versione definitiva). Ovviamente, visto il successo enorme del brano (che si guadagnò anche un Grammy), fu assemblata una band fittizia per la promozione. Altri brani per la New Vaudeville Band furono There's A Kind Of Hush All Over The World (poi reinterpretata anche dagli Herman's Hermits), Peak-a-Boo, Amy e Rosie.
Carter e Stephens continuarono a collaborare in futuro, ma gli interessi di Carter non si fermarono qui.
The Ministry Of Sound
Nel 1966, oltre a collaborare con Stephens e con Lewis ancora negli Ivy League, Carter fondò la sua compagnia editoriale, permettendogli così di collaborare con, sostanzialmente, chiunque voglia. Iniziò quindi ad assemblare una vera e propria band per registrare i suoi brani in studio, richiamando vecchi membri della "touring band" dietro agli Ivy League ed altri amici e collaboratori. Fu chiamato Micky Keen, ex chitarrista degli Ivy League, che suggerì di chiamare anche un suo collaboratore, Robin Shaw, che finì per suonare il basso, ed entrambi erano anche degli ottimi cantanti. Clem Cattini, ex batterista degli Ivy League, accettò a sua volta, insieme al tastierista Barry Kingston. Con questa formazione vennero registrati molti brani a firma di Carter, Keen, Shaw e, in aggiunta un altro amico di Carter, un ex attore americano chiamato Russell Alquist.
Nel 1966 uscì un unico singolo a nome The Ministry Of Sound, con i brani White Collar Worker e Back Seat Driver, ma fu un flop. Ne seguì uno a nome The Roaring 60's con We Love Pirates e I'm Leaving Town, che ebbe la stessa sorte.
Carter e Alquist pubblicarono anche un singolo a nome di entrambi nel 1968, ottimo peraltro, che include The Laughing Man e Midsummer Dreaming.
Ovviamente la quantità di materiale registrato in quel periodo da questo gruppo di collaboratori fu enorme, e nel 2005 si decise di raccoglierlo, compresi molti brani fino ad allora inediti, nella compilation THE MINISTRY OF SOUND - MEN FROM THE MINISTRY / MIDSUMMER NIGHTS DREAMING nel 2005, presentando il tutto come se fosse stato parte di due album, anche se non fu affatto così ai tempi, e il nome fu utilizzato solo per il primo singolo.
Quando anche Lewis decise di lasciare gli Ivy League, Carter riprese a collaborare con lui in nuove composizioni, e da lì nacquero i Flower Pot Men.
Ulteriori progetti e pseudonimi
Per tutta la seconda metà degli anni '60, oltre ai Flower Pot Men, Carter continuò a registrare e, a volte, a pubblicare musica sotto molteplici pseudonimi, come The Carter-Stephens Chorale, The Wheels, The Carlew Choir, The Running Jumping Standing Still Band, The Haystack, Dawn Chorus, Sweet Chariot, Fat Man's Music Festival, e arrivò anche a scrivere un paio di brani per gli americani Ohio Express.
Con l'arrivo degli anni '70 Carter, inizialmente ancora con Lewis, poi con la moglie Gill Shakespeare, pubblicò due album e una manciata di singoli di discreto successo con il nome Stamfort Bridge, ebbe un'enorme hit con Dreams Are Ten a Penny con il nome Kincade (nome con cui uscirono anche un omonimo disco e svariati singoli fino al 1980), e un'altra hit con Beach Baby, stavolta a nome The First Class, una band in cui non era Carter a cantare ma il suo sostituto negli Ivy League e poi voce principale nella versione "touring band" dei Flower Pot Men Tony Burrows. Ovviamente non si contano i singoli sotto altri nomi usciti nell'arco di tutto il decennio.
Carter sul finire degli anni '70 si occupò via via sempre di più di jingle pubblicitari, abbandonando la musica pop.
Nessun commento:
Posta un commento