The Four Seasons


• New Gold Hits

(Maggio 1967 – Philips)

I Four Seasons sono probabilmente uno dei più famosi gruppi vocali americani della storia, formati da Frankie Valli, Bob Gaudio, Tommy DeVito e Nick Massi nel 1960 a Newark, New Jersey, il loro sound fu fin da subito caratterizzato non solo dalle ovvie armonie vocali, ma soprattutto dall’acuto e riconoscibilissimo falsetto di Valli. Tutt’oggi sono ricordati principalmente per i loro successi dei primi anni '60, come Sherry, Walk Like A Man, Big Girls Don't Cry e  Let's Hang On, insieme a molti altri, scritti principalmente da Gaudio e dal loro produttore, Bob Crewe.

Intorno alla metà degli anni Sessanta il loro sound iniziò a diventare un po' più complesso, e, dopo l’uscita del primo album solista ci Frankie Valli, SOLO, realizzato dallo stesso team di persone dietro ai lavori dei Four Seasons (e contenente la celeberrima Can't Take My Eyes off You), ecco che esce NEW GOLD HITS. In questo album, forse più che nei precedenti, i nuovi brani di Gaudio sono più particolari e complessi, e anche laddove si ricorre alle cover, il risultato è comunque magistrale, come nel caso della hit posta in chiusura dell'album, I’ve got You Under My Skin, dall’ottimo arrangiamento orchestrale vecchio stile e bellissime armonie vocali, seguita a ruota dall’apparentemente più semplice e diretta Opus 17, brano nuovo e altra hit. Altrove, tuttavia, si nota ancora di più questa tendenza, come nel brano di apertura, C’mon Marianne, piena di inaspettati cambi armonici che, nonostante il sound che si avvicina a certe cose della Motown, donano al brano un’aura di oscura psichedelia che, probabilmente, ha spinto un gruppo come i Grapefruit a coverizzarla l’anno successivo. Altro importante brano è Beggin’, che, dopo una tesa introduzione orchestrale, diventa un bel brano con una spettacolare linea di basso protagonista insieme alla squillante voce di Valli, in totale contrasto con i fumosi cori in risposta (e come non citare i misurati interventi di Chamberlin che affiorano qua e là). Il resto dell’album si mantiene su livelli altissimi, senza alcun riempitivo, con ottimi brani come la nostalgica Goodbye Girl o la più energica The Puppy Song. 

Un album sicuramente penalizzato dal generico e poco rappresentativo titolo, ma che di fatto è un ottimo esempio della maturazione del sound dei Four Seasons, un primo punto di arrivo di un processo in atto almeno dal 1965, con risultati, tuttavia, più altalenanti negli album che lo precedono. 


• The Genuine Imitation Life Gazette

(Gennaio 1969 – Philips)

Dopo l’uscita di NEW GOLD HITS e di un secondo album solista di Frankie Valli, TIMELESS, Gaudio voleva che la band aggiornasse ancora di più il loro sound, e, caso vuole, che in quel periodo ebbe l’occasione di  sentire suonare dal vivo un cantante folk chiamato Jake Holmes (oggi per lo più ricordato per aver scritto Dazed and Confused, brano poi reso famoso dai Led Zeppelin), e rimase tanto colpito da chiedergli di contribuire come compositore per il successivo album dei Four Seasons. Il risultato fu sbalorditivo, un album che ha pochi punti in comune con i loro lavori precedenti, che presenta argomenti più impegnativi nei testi (come la schiavitù dei neri in American Crucifixion Resurrection, una traccia molto lunga e complessa, qualche misterioso omicidio in Mrs Stately's Garden, e la vita dei bambini con genitori divorziati in Saturday's Father), e arrangiamenti musicali molto fantasiosi e complicati (basti ascoltare l'inquietante Idaho). Il fulcro è Genuine Imitation Life, brano scritto esclusivamente da Holmes, una traccia meravigliosamente psichedelica dall’incedere lento che affronta temi come l'ipocrisia della religione organizzata e il materialismo. Altri brani non sono da meno, come Soul Of A Woman, epico brano posto in chiusura, unico a superare i 7 minut idi durata insieme ad American Crucifixion Resurrection, e che con essso condivide i continui cambi di tempo, sonorità e atmosfera, l’epico arrangiamento orchestrale e gli enfatici toni teatrali.

GENUINE è, senza alcun dubbio, uno degli album più importanti, riusciti e, per qualche motivo, sottovalutati del decennio, oltre a rappresentarne la perfetta e ideale conclusione.

Un album forse troppo scioccante per i loro vecchi fan, che, di conseguenza, non ha venduto bene come ci si aspettava, nonostante avesse un artwork meraviglioso e innovativo caratterizzato da una rivista con articoli di cronaca e fumetti. Ciò decretò la fine della loro fase più sperimentale, nonostante qualche ultima traccia di simile ispirazione ancora si trova nel successivo HALF & HALF del 1970. Solo intorno alla metà degli anni Settanta scalarono nuovamente le classifiche con "Who Loves You", proprio all'inizio dell'era Disco.

Curiosamente, Frank Sinatra amava così tanto GAZETTE che decise di assumere Gaudio e Holmes per lavorare su uno dei suoi album, che sarebbe diventato WATERTOWN nel 1970, uno dei suoi album più sperimentali, oltre che il suo album di minor successo commerciale.

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